Un Professore: un remake italiano tra imitazione e innovazione
Sebbene l’idea di fondo sia la stessa, la serie italiana Un Professore non ricalca pedissequamente l’originale Merlì, anzi ha sviluppato un’identità autonoma e più coerente con la tradizione narrativa italiana. Un Professore è il remake italiano di Merlì, serie catalana amatissima in Spagna. Merlì ha stagioni più lunghe e un tono più diretto, spesso provocatorio. Le lezioni del professore catalano, interpretato da Francesc Orella, erano quasi sempre al centro degli episodi, ciascuno dedicato a un filosofo o a una scuola di pensiero, con una forte impronta didattica e un ritmo serrato.
In Un Professore, invece, la filosofia resta un filo conduttore, ma viene utilizzata per illuminare le emozioni dei personaggi, le sfide della vita quotidiana, i rapporti familiari. Le puntate risultano più emotive, pensate per un pubblico più ampio e generalista. Anche il protagonista cambia: Dante Balestra è sempre un anticonformista, ma più empatico e meno radicale del collega spagnolo. Al suo fianco c’è Anita (Claudia Pandolfi), personaggio che non ha un equivalente in Merlì e che porta la storia su terreni più sentimentali.
Le tematiche LGBTQ+ in Un Professore e Merlì
Le tematiche LGBTQ+ rimangono centrali — basti pensare al percorso di Simone e Manuel — ma vengono trattate più allusivamente rispetto alla franchezza dell’originale. Merlí ha una presenza importante di tematiche LGBTQ+. Ad esempio, il personaggio di Bruno (figlio di Merlí, nella nostra versione Simone) ha un arco narrativo legato al coming out e alle relazioni tra studenti, che non è marginale. Anche Simone affronta un arco simile, vivendo anche una relazione con Manuel, ma la versione italiana tende a ricalibrarla, passando nella seconda stagione a raccontare il rapporto tra i due come quello tra due amici molto legati.
La polemica sul queerbaiting
Tuttavia, la scelta di cambiare il percorso di Manuel, rendendolo eterosessuale nonostante il bacio con Simone nella prima stagione, ha sollevato un polverone di polemiche. Il termine queerbaiting indica la pratica di suggerire una relazione omosessuale o bisessuale tra due personaggi per attirare il pubblico LGBTQ+, senza mai avere l'intenzione di portare quella relazione sullo schermo. È esattamente quello di cui Un Professore viene accusato da tre stagioni.
Il finale della terza stagione ha visto Manuel e Simone partire insieme per Londra. Simone lascia Thomas e decide di trasferirsi all'estero per studiare. Manuel, che doveva rimanere a Roma, cambia idea e lo raggiunge. La scena sembra perfetta. Simone chiede: "Pure lei venire a Londra? A rompere le scatole a me?". Manuel risponde: "Rompere le scatole? Te dove vai senza di me?".
Il pubblico trattiene il respiro. È il momento. Dopo tre stagioni, dopo tutti gli sguardi, le tensioni, i baci, le notti insieme, finalmente sta per succedere. E invece Simone sorride e dice: "Hai ragione. Da nessuna parte, amico mio".
Amico mio. Due parole che hanno fatto esplodere i social in pochi minuti.
Cosa dice lo sceneggiatore
Sandro Petraglia, sceneggiatore di Un Professore, ha difeso le sue scelte narrative dicendo che voleva "andare per la sua strada" e non seguire pedissequamente Merlì. Giusto. Un remake può prendere libertà creative.
Petraglia ha anche ammesso di non aver nemmeno visto la seconda e terza stagione di Merlì.
Io personalmente, ritengo giusta la scelta dello sceneggiatore.
Questa scelta arricchisce la serie su un punto fondamentale... L'amicizia.
Si può essere uniti, avere un rapporto speciale senza essere per forza una coppia.


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