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Messaggi per Isabelle: una rom-com che emoziona, ma non osa abbastanza



Messaggi per Isabelle: una rom-com che emoziona, ma non osa abbastanza

Negli ultimi giorni ho letto centinaia, forse migliaia di commenti entusiasti su Messaggi per Isabelle. C'è chi lo definisce uno dei film romantici più emozionanti dell'anno, chi racconta di aver pianto per tutta la visione e chi lo considera una delle migliori rom-com degli ultimi tempi.

Eppure, dopo averlo visto, la mia impressione è stata un po' diversa.

Attenzione: non sto dicendo che sia un brutto film. Anzi. È una storia dolce, commovente e capace di toccare corde molto profonde, soprattutto se avete una sorella o un fratello. In quel caso è quasi impossibile non sentirsi coinvolti dal dolore e dalla nostalgia che accompagnano la protagonista.

Una premessa davvero toccante

La storia segue Jill, una giovane aspirante pasticciera che vive a San Francisco e sogna di affermarsi nel suo lavoro. La sua ancora di salvezza è il rapporto quotidiano con la sorella Isabelle, affetta da fibrosi cistica.

Quando Isabelle muore improvvisamente, il mondo di Jill crolla.

Incapace di accettare la perdita, continua a chiamare il numero della sorella e a lasciare messaggi vocali come se lei fosse ancora lì ad ascoltarla. Quello che Jill non sa è che il numero è stato assegnato a un'altra persona: Wes, un agente immobiliare che inizia ad ascoltare quei messaggi e, poco alla volta, si sente profondamente legato alla ragazza che si nasconde dietro quelle parole.

È una premessa originale, delicata e potenzialmente potentissima.

La parte migliore del film

Per me il cuore di Messaggi per Isabelle non è la storia d'amore.

La parte più bella è senza dubbio il rapporto tra Jill e Isabelle.

Le telefonate, i messaggi vocali, il modo in cui Jill continua a parlare alla sorella come se potesse ancora risponderle sono i momenti più autentici e sinceri dell'intera pellicola. È lì che il film trova davvero una sua identità e riesce a trasmettere emozioni genuine.

Chi ha vissuto un lutto o ha un legame speciale con un fratello o una sorella probabilmente si ritroverà in molte di queste scene.




Quando la rom-com prende il sopravvento

Il problema è che, a un certo punto, il film sembra "abbandonare" questa dimensione emotiva per rifugiarsi nei meccanismi più classici della commedia romantica.

La narrazione diventa prevedibile, seguendo uno schema già visto infinite volte: incontro, attrazione, ostacolo, incomprensione e inevitabile lieto fine.

Anche la premessa stessa presenta alcune forzature difficili da ignorare. È complicato non chiedersi come un numero così importante per Jill sia stato riassegnato così rapidamente e perché alcune situazioni si sviluppino in modo così poco credibile.

Sono dettagli che finiscono per spezzare l'immersione e rendere la storia meno coinvolgente di quanto avrebbe potuto essere.





Una protagonista convincente... forse troppo

Uno degli aspetti migliori del film è sicuramente Zoey Deutch.

L'attrice regge praticamente da sola gran parte della narrazione, dando vita a una Jill piena di energia, fragilità e determinazione. Riesce a trasmettere il dolore del lutto senza rinunciare alla leggerezza richiesta dal genere.

Personalmente, però, in alcuni momenti l'ho trovata un po' troppo sopra le righe. Alcune reazioni mi sono sembrate eccessive e il personaggio finisce talvolta per risultare quasi caricaturale.

Resta comunque la vera forza del film.

Più debole invece il personaggio di Wes, che rimane spesso confinato nel ruolo del classico ragazzo perfetto e affascinante, senza particolare profondità.





Un film che avrebbe potuto essere di più

Forse è proprio questo il mio più grande rammarico.

Messaggi per Isabelle aveva tutti gli elementi per distinguersi davvero nel panorama delle rom-com moderne: una protagonista interessante, un tema delicato come il lutto, una riflessione sull'amore tra sorelle e una premessa narrativa originale.

Invece sceglie quasi sempre la strada più sicura.

Non rischia mai davvero.

Quando arriva il finale, si ha la sensazione che la sceneggiatura preferisca rifugiarsi nelle convenzioni del genere piuttosto che sorprendere lo spettatore con qualcosa di più coraggioso.

Vale la pena guardarlo?

Sì, soprattutto se cercate una storia romantica capace di emozionare e far versare qualche lacrima.

Se avete un fratello o una sorella, probabilmente alcune scene vi colpiranno ancora di più.

Tuttavia, dietro la forte componente emotiva si nasconde una rom-com piuttosto tradizionale, costruita su cliché e dinamiche già viste.

Carina? Assolutamente sì.

Indimenticabile? Per me, no.



Un film sincero quando parla di famiglia e perdita, molto meno quando decide di trasformarsi nell'ennesima storia d'amore prevedibile.


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